MIGRANTI IN GIRO E SPREZZANTI

Immigrati in libertà

Non Rispettano La Quarantena

Ha voglia Giorgia Meloni di protestare! Né le istituzioni, né la polizia si curano di queste persone che girano indisturbate distribuendo droga e compiendo altre malefatte. Si tratta di soggetti aggressivi e sprezzanti. Operano con arroganza alla luce del sole. La polizia interviene solo su segnalazione e in linea di massima quando a farlo sono giornalisti nell’esercizio della professione.

Ne sa qualcosa il povero coraggiosissimo Vittorio Brumotti di “Striscia la notizia” che quasi quotidianamente denuncia questo stato di cose.

Ci chiediamo da chi provengano le evidenti disposizioni di lasciare costoro in giro per i centri urbani più importanti d’Italia. Imperversano contro persone spesso innocenti e indifese, incuranti della situazione epidemiologica che sta devastando la nostra società e l’economia. Nascondono pallottole di droga ogni dove: nei muri, tra i cestini e i cassonetti dei rifiuti, presso negozianti compiacenti, nelle scarpe, in bocca e chissà dove altro ancora. Incuranti delle disposizioni di legge, il più delle volte, girano senza mascherine, non si curano delle distanze e tra loro formano capannelli animati. Dove trascorrano la notte o dove consumino i pasti non è dato sapere, di sicuro è noto dove fanno i loro bisogni: nella strada, tra le macchine o in qualche angolo di fortuna. Misterioso rimane l’ambiente in cui curino la pulizia del corpo. Esseri umani che sono stati oggetto di amorevole accoglienza da parte di solerti istituzioni o caritatevoli volontari. Che bontà d’animo! Questi profughi sono usciti indenni da terribili procelle, accolti con prosopopea al loro sbarco, amorevolmente rifocillati, vestiti, caritatevolmente muniti di ricariche telefoniche, vestiario nuovo di fabbrica e tanto affetto e condotti poi chissà dove. Amorevolmente lasciati liberi di andare a loro piacimento (la libertà è sacra!), hanno trovato comodi giacigli sotto i portici, presso luride stanze abbandonate, o comunque in strada. Tali istituzioni e tali volontari, purtroppo, perdono poi di vista questi derelitti. Non hanno colpa alcuna: sono troppo impegnati ad accogliere altri sventurati e a sistemarli in modo così degno! Bene, per fortuna i nuovi profughi e quelli vecchi sono grandi lavoratori e non sanno stare con le mani in mano. Vogliono lavorare a tutti i costi ed eccoli lì per le vie a spacciare e a delinquere. E sapete perché sono così sprezzanti e aggressivi? Alcuni perché delusi dall’amorevole accoglienza (gli avevano raccontato meraviglie di questa Italia per irretirli), altri perché delinquenti conclamati, forse fuggiti dalle patrie galere, che tuttavia ritengono di avere molti diritti e nessun dovere! In tale contesto manifestano dunque tutto il livore, il sentimento di aggressione e la rabbia per non percepire sussidi veri e propri, vestiario, telefoni e divertimento di ogni genere (quel divertimento che ha mietuto tra le nostre donne innumerevoli vittime innocenti).

E ciò che più spaventa sono le loro pretese: “Siamo in un paese libero e quindi facciamo ciò che vogliamo” “Sì anche rubare, spacciare o prostituirci”. Così rispondevano candidamente alcuni di loro a un attonito giornalista che li intervistava.

Dunque vanno in giro incuranti della polizia, senza, rispetto per le norme anti virus e pieni di rabbia, perché loro vogliono la libertà.

Un drone vola silenzioso e scova un anziano signore unico e solo, sdraiato in una spiaggia. La polizia si precipita coraggiosamente: “Signore, le eleviamo contravvenzione per aver incautamente abbandonato il suo alloggio in violazione delle norme anti virus”.

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